Turismo nella Penisola del Sinai

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Il Sinai è un triangolo di circa trentottomila chilometri che si può dividere in tre zone. La costa del Nord, che s’affaccia al Mar Mediterraneo, un’ampia pianura desertica, è caratterizzata da dune di sabbia. In questa regione la sola area popolata è quella del capoluogo “El-Arish” una piccola città di soggiorni marini, a pochi chilometri la località di Rafah segna il confine con la Striscia di Gaza, ancora oggi occupata dagli israeliani. E’ una cittadina con un vivace mercato settimanale beduino e una zona dove i numerosi corsi d’acqua stagionali permettono alle popolazioni beduine della zona di allevare capre e cammelli.

I beduini della costa possiedono antiche abilità artigianali e le donne indossano stupendi abiti ricamati e grossi gioielli d’argento. La parte centrale della penisola del Sinai è caratterizzata dall’imponente e arido massiccio dell’El-Tin, che fa da barriera alla sabbia del deserto costiero. Procedendo verso sud emergono le vette del Gebel Ras Es-Safsaf, del Gebel katherin e del Gebel Moussa, il monte Sinai della Bibbia. Questa è una regione dove i torrenti hanno scavato gole profonde, formando laghetti e cascatelle che permettono la vita delle oasi che ispirarono i racconti delle mille e una notte. Nella punta est della penisola del Sinai le terre sono bagnate dal Mar Rosso dove si trova il Golfo di Suez e al sud il Golfo di Aqaba. Le coste del Golfo di Suez sono sabbiose e poco profonde e il paesaggio è costellato di pozzi petroliferi. Le coste del Golfo di Aqaba sono invece caratterizzate dai coralli e da una fauna ricchissima. Il Sinai fu sin dall’antichità un’importante via commerciale e militare, mentre il sud era una meta ambita per i tesori del suo sottosuolo. Le miniere di turchese e rame degli antichi egizi sono ormai esaurite, ma i giacimenti petroliferi di Abu Rudais non sono certamente meno importanti. Per secoli il Sinai è stato semplice area di transito per le carovane dei mercanti e per le armate dei faraoni e di sultani. Ma la storia dell’inospitale penisola ha inizio molto prima dei faraoni, con dei nomadi che rompevano le loro selci qui, quasi ventimila anni fa. Il Sinai divenne però famoso in tutto il mondo per il secondo libro di Mosè che descrive l’esodo, la partenza degli israeliti dall’Egitto. Apice dei lunghi anni errabondi della penisola del Sinai fu l’annuncio dei dieci comandamenti sul monte Sinai. A circa cinquecento chilometri dal Cairo, nel Mar Rosso, lungo la costa occidentale del Sinai, si trova Sharm El-Sheikh, che più che una città è una località della costa e sarebbe meglio parlare di spiagge e di fondali marini con servizi turistici di supporto. Sharm El-Sheikh costituisce un vero paradiso sottomarino di fondali vergini che non hanno confronto al mondo. Il clima del Sinai è caldissimo d’estate e freddo d’inverno e il vento soffia tutto l’anno. D’estate la temperatura massima supera i trenta gradi e di notte scende almeno di dieci gradi. Ora, attraverso queste magiche terre del Sinai, errano ancora dei gruppi nomadi e benché molti beduini siano diventati stabili, gli antichi usi, costumi, e le strutture delle tribù sussistono ancora oggi. Una cosa è certa, una vacanza in Egitto non può tralasciare l’itinerario del soggettivo e paradossale paesaggio del Sinai.

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