Roma: il pulcino di Minerva

Pulcino-della-Minerva

Chi conosce i Romani sa benissimo che essi amano attribuire un soprannome a tutto ciò che li circonda, perfino alle statue! Tra i soprannomi più curiosi spicca senz’altro quello attribuito al monumento che fronteggia la Chiesa medievale di Santa Maria  sopra Minerva, ovvero il piccolo elefante di pietra che regge un obelisco ribattezzato “il pulcino di Minerva”.

La statua fu costruita per volere di Papa Alessandro VII e doveva essere utilizzata come base per sorreggere il piccolo obelisco, alto 5 metri e mezzo, rinvenuto nel 1665 nel giardino de convento domenicano.

L’idea del pontefice era quella di far realizzare un monumento che simboleggiasse la Divina Saggezza e personificasse in qualche modo l’antico significato del luogo. A realizzare l’intento fu chiamato Bernini, un artista già noto all’epoca, il quale sottopose all’attenzione del pontefice numerosi disegni. Fra i tanti fu prescelto il progetto che raffigurava l’elefante quale simbolo di forza.

A spiegarne il significato anche una scritta incisa sul lato della base: “è necessaria una robusta mente per sorreggere una solida sapienza

Tra le fonti di ispirazione del Bernini – che contribuirono a creare la figura dell’elefante – spicca la Hypnerotomachia Poliphili (“la battaglia d’amore in sogno di Polifilo”) di Francesco Colonna, un romanzo del XV secolo, molto noto all’epoca.

È bene ricordare che il progetto iniziale non prevedeva una base di supporto su cui far poggiare l’elefante, ma su ripetute obiezioni da parte di Padre Paglia si decise di optare per i canoni classici sulla base dell’idea che far poggiare il peso dell’obelisco nel “vuoto” – quindi sule sole zampe dell’elefante – sarebbe stato rischioso e poco durevole.

L’artista cercò di mascherare la  “mal digerita” base a forma di cubo, scolpendo un’elaborata gualdrappa dell’elefante che lo nascondesse. La statua risultò piuttosto appesantita e per questo motivo fu ribattezzata il porcino di Minerva, divenuto poi “pulcino” probabilmente in virtù di un’assonanza fonetica ripetuta nel corso degli anni.

Insomma, se siete diretti a Roma, inserite nell’elenco delle cose da vedere anche questo curioso monumento. E se cercate qualche consiglio su dove soggiornare ricordiamo che la capitale pullula di strutture ricettive di ogni tipo e per ogni portafoglio! Dalle più eleganti e lussuose (SuitesRome o RelaisRome) ai più economici b&b e hotel.

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