Reunion: l’isola vulcanica sperduta nell’oceano indiano

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L’intensità dei paesaggi regalata dalla “vitalità” del verde brillante che si incontra con la dolcezza del blu, fanno di Réunion un’isola dal fascino ammaliante. Francese, cullata dall’Oceano Indiano, a 900 chilometri dal Madagascar, Réunion è un’isola vulcanica di modeste dimensioni (2500 chilometri quadrati), con due grandi massicci (Piton des Neiges e Piton de la Fournaise) divisi dalle “Plaines” (Plaine des Palmistes e la Plaine des Cafres). La bellezza e la magia di quest’isola sta proprio nella sua straordinaria natura selvaggia, un aspetto accentuato dalle “sculture” rocciose: Cilaos, Salazie e Mafate. Le cosiddette “Cirques” sono una curiosa formazione geologica costituita da tre grandi scavi nella roccia bordati di una vegetazione fitta e inaccessibile.

Cilaos è famosa per le sue benefiche sorgenti di acqua termale, Mafate è la più selvaggia e inaccessibile, e infine Salazie è la più grande e la più verde. L’isola è cangiante, non solo per i colori dei paesaggi, ma anche per la varietà del litorale: a ovest, le spiagge di sabbia bianca e nera si trasformano a sud in riviere scoscese e rocciose.
La visita della zona nord inizia dalla città di Saint-Denis e in particolare dal “Barachois”. Oggi il Barachois è una grande spiaggia ai cui margini si trovano le facciate d’Epoca delle Compagnie delle Indie e dela Prefettura. Saint-Denis, capoluogo de la Réunion, è circondata da montagne sui tre lati.
La zona occidentale de La Reunion è una distesa di 27 chilometri di spiaggia la cui temperatura oscilla sempre tra i 20 e i 26 gradi. La più vicina a Saint-Denis è la spiaggia di Saint-Paul con tre chilometri di sabbia nera.
Al sud le principali attrattive sono costituite dalla costa selvaggia (il Grand-Bois au Tremblet) e dalle foreste (Saint-Philippe, Mare-Longue, Basse-Vallée). La località principale è Saint-Pierre ben esposta sia sul mare che sulle montagne.
Saint-Joseph è, invece, il classico comune agricolo de La Reunion tradizionale. La regione dell’est è consacrata alla coltivazione della carta da zucchero. All’interno di questa regione ricca di zucchero si trova la località di Saint-André che nel XIX° secolo è stata fortemente popolata da indiani.

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