Natale nel Mondo: Islanda

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Gli islandesi sentono molto le feste natalizie perché, data la posizione dell’isola, i giorni sono molto corti durante il solstizio invernale, è l’atmosfera diventa veramente magica. Questo spiega anche l’entusiasmo con il quale gli isolani decorano le loro case in prossimità del Natale. Mille luci sfavillano da ogni casa, simpatiche orde di pupazzi di neve invadono l’islanda, immagini di Babbo Natale e altre figure religiose ornano porte e finestre, campeggiano su tetti e balconi.

Tutto comincia il Sabato dell’Avvento, agli inizi di dicembre, quando in ogni abitazione iniziano a comparire le tradizionali luci, composizioni di sette piccole candele.
Alcuni addobbano la propria casa con una corona dell’Avvento fatta di quattro luci, ognuna per i quattro sabati dell’Avvento., ma la suprema gloria natalizia è l’albero di Natale, che viene decorato a partire dal giorno dedicato a San Thorlakur, il 23 dicembre, quando si fanno gli ultimi acquisti e preparativi.

La vigilia di Natale è invece dedicata al ricordo di chi non c’è più. Al mattino, la gente si reca al cimitero con rami di pino e candele che illumineranno questo luogo di riposo nella notte Santa. Le luci si accendono per la prima volta proprio quando il suono delle campane da ogni chiesa annuncia la vigilia di Natale.

Nelle prime due settimane di dicembre l’attività di preparazione dei festeggiamenti è intensissima: nelle cucine delle case vengono cotti biscotti al forno di ogni sorta da offrire ai visitatori. Una delle tradizioni più antiche è quella di preparare il laufabaud, una sottile focaccia di farina e acqua fritta nel grasso di montone. Le focacce sono decorate come vere e proprie opere d’arte e per ottenerne il più possibile, la pasta viene più volte spianata fino a diventare sottilissima. Questo perché, sino a tempi recenti il grano, che veniva importato, era considerato un lusso. La tradizione del laufabaud è tuttora radicata tra gli islandesi e costituisce un’occasione per riunire le famiglie nel periodo delle feste.

Meno divertenti e più faticose sono le classiche pulizie, dalla soffitta alla cantina, che impegnano le donne, insieme ai preparativi del pranzo di Natale e ad altre fatiche gastronomiche durante il periodo dell’avvento. Insieme al piatto di carne di maiale importato dalla Danimarca che si consuma alla vigilia di Natale, è tradizione mangiare il ptarmigan, un uccello selvatico facile da catturare che in passato costituiva il pranzo di quelle famiglie che non potevano permettersi il maiale nemmeno durante le feste.
Altra portata immancabile è l “hangikjöt”, cioè l ‘agnello islandese affumicato. Per dessert, un pudding di riso che in occasione della festa viene chiamato “pudding della mandorla”: durante la preparazione viene inserita nel composto una mandorla e chi la trova vincerà un piccolo premio.

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