Napoli da vivere, amare e scoprire

Piazza Plebiscito a Napoli

“Vedi Napoli e poi muori” poche parole lasciano intendere di quale fascino sia ricca questa città.
Un fascino che corre indietro nel tempo: una tra le tesi più accreditate sulle origini di Napoli ritiene che la città sia stata fondata dagli antichi abitanti di Cuma, nel VII sec. a. C., che la chiamarono “Partenope”, Vergine, in onore dell’omonima sirena. La leggenda narra che Partenope, presa dalla disperazione per non aver saputo incantare Ulisse, si uccise e le correnti marine trasportarono il corpo là dove sarebbe poi sorta Napoli.
Sotto gli Etruschi la città visse un periodo di grande decadenza fino a che, riconquistata dai Greci di Siracusa, rinacque con nuovo splendore.
Proprio i Greci vi fondarono un nuovo nucleo abitativo, chiamandolo “Neapolis”, Città Nuova, che venne inglobato con la vecchia Partenope costuituendo un’unica città. Da lì i Romani, i Normanni, gli Angioini, gli Aragonesi…. hanno dato alla città l’aspetto della Napoli dei giorni nostri… una città in cui secoli di tradizione sussistono e si fondono insieme.
I palazzi e comunque tutti gli edifici della città partenopea sono una sorta di libro aperto: ogni monumento è un pezzo di storia che riconduce alle varie dinastie che si sono succedute al governo della città. L’Unesco ha dichiarato le ricchezze urbanistiche di Napoli “patrimonio dell’umanità” . Napoli è una città dai mille contrasti ed affascina qualunque autore di blog di viaggi. A volte la ami, a volte non ti ci trovi, ma alla fin fine ne sei infinitamente attratto.
Assolutamente unico il centro storico della città e luogo consigliato per chi cerca hotel a Napoli. Per trovare la struttura idonea basta cercare con google maps le strutture del centro storico, ma per avere una conferma della bontà del servizio è meglio usufruire di prenotazioni di alberghi attraverso portali specializzati.

Vero e proprio museo a cielo aperto, Napoli, ci testimonia con vividezza impareggiabile 25 secoli di storia: le mura greche e romane, gli scavi di San Lorenzo Maggiore, la divisione in Decumani e Cardini. Ed è la struttura stessa del centro antico di Napoli, antichissima, che merita una nota particolare. Si fonda su tre assi, che vanno da est ad ovest (gli antichi Decumani), intersecati da vie (gli antichi Cardini), con orientamento nord-sud, formando così gli isolati rettangolari (le antiche Insulae).

Il Decumano superiore deve il suo nome da due mura del II sec. Lungo questo asse ritroviamo antiche chiese, come S. Giovanni a Carbonara, una delle chiese napoletane più importanti, sia per il profilo artistico che per quello religioso; S. Maria di Donnaregina, oltre che l’Ospedale degli Incurabili, nel quale si trova la farmacia esemplare gioiello artistico del ‘700.

Il Decumano maggiore corrisponde all’attuale via dei Tribunali. Una stratificazione edile che non conosce precedenti ci fa ritrovare lungo questo asse una concentrazione di edifici e chiese assolutamente mirabile. Dagli antichi resti greco-romani sotto la chiesa di S. Lorenzo Maggiore, e sotto il Duomo, al complesso conventuale dei Girolamini, all’attuale sede del Conservatorio, S. Pietro a Maiella, al pio Monte della Misericordia, con l’annessa importantissima pinacoteca, dove sono custoditi tele della scuola napoletana del XVII e del XVIII secc.

Il Decumano inferiore, sembra dividere la città in due parti uguali e da qui “Spaccanapoli” il nome popolare con il quale gli abitanti partenopei lo definiscono. Lungo questo antico asse ritroviamo splendide chiese: dalla chiesa del Gesù Nuovo, alla Chiesa di S. Chiara, voluta da Roberto I d’Angiò, sorta intorno allo straordinario chiostro delle Clarisse. Proseguiamo per arrivare alla Piazza S. Domenico Maggiore dove si può visitare la Basilica, (XIII sec. d.C), e poi ancora la Cappella Sansevero, la piccola chiesa di S. Angelo a Nilo, S. Gregorio Armeno lungo una delle strade del centro storico più famose per il suo mercato di pastori e di arte presepiale.

Napoli è arte, è storia, ma Napoli è anche la simpatica ospitalità dei suoi abitanti, così svelti, perspicaci e prodighi di consigli a chi chiede aiuto, e di battute in ogni angolo di strada. Venire a Napoli significa essere totalmente coinvolti dal caos che vi regna sovrano e che ne fa una metropoli viva, colorata, che offre sempre nuovi e divertenti quadretti di vita quotidiana. La ripresa turistica di Napoli, dopo anni di abbandono e di degrado, è tangibile: basta camminare per le stradine del centro storico, che pullulano di locali dove si può mangiare e bere con gli amici e ascoltare buona musica fino a tarda ora: da Piazza Bellini a Piazza del Plebiscito non c’è che l’imbarazzo della scelta: dai ristoranti tipici, ai fast food, alle enoteche, birrerie, caffè letterari.

Basta spostarsi verso Castel dell’Ovo e il Borgo Marinari per essere travolti da un’atmosfera tutta marinara, dove si può bere o mangiare una caponata o una impepata di cozze all’aperto anche in pieno inverno, grazie al clima più che mite. Salire alla sommità della collina del Vomero con le funicolari, consente di ammirare lo straordinario panorama che si apre sul centro di Napoli e del Golfo. La bellezza di Napoli è una bellezza particolare, qualcuno scrisse che questa città può essere paragonata ad un’anfora che sepolta per lungo tempo nel mare, è piena di alghe, incrostazioni, ma di cui è possibile riconoscere l’armonia, la bellezza e il fascino che la contraddistingue.

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