Idea di viaggio: Nizza la bella

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Nissa la bella: sono le parole dell’inno locale . Sì, perché Nizza è gelosa della propria identità e dell’indipendenza ottenuta a scapito dall’Italia, salvo poi essere colonizzata da quegli stessi italiani “cacciati” con il referendum del 16 aprile 1860.
Nizza città multietnica, aspetto che balza subito agli occhi inoltrandosi nelle strette vie della Città Vecchia. Razze, costumi, culture e idiomi diversi convivono all’ombra dei palazzi e dei negozi, alcuni dei quali espongono ancora le antiche insegne consunte dagli anni e dalla salsedine. Nizza città di mare ma, si badi bene, non porto di mare.

Non siamo a Marsiglia, non esiste cioè un angiporto vero e proprio. Il mare è un po’ il “salotto buono”, la vetrina della città, che fa sfoggio di sé con gli alberghi e la mondanità della Promenade des Anglais , quattro chilometri di spiagge, onde e turismo non sempre (per fortuna) elitario.

Quattro chilometri per assaporare il sogno ad occhi aperti della Costa Azzurra, incanto di natura e lusso, di arte e business, di ristoranti esclusivi e botteghe caserecce. Dove si mangia una buonissima socca, la pietanza a base di farina di ceci che in Italia si chiama farinata.

Nizza vive di giorno e di notte, per tutto l’anno: è difficile fare tappa qui e non trovarvi attività aperte, proposte allettanti, mostre, meetings, concerti. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: arrivati in Corso Saleya, l’immensa isola pedonale che corre parallela alla Promenade, è tutto un pullulare di locali: birrerie (inevitabile fare un salto a Les trois diables, ottima birra e musica a tutto volume, e a De Klomp, in stile olandese), pubs, ristoranti (ottimo il cous cous ed il vino liquoroso del tunisino Saf Saf, di livello anche le proposte della cucina messicana, cambogiana e brasiliana), discoteche, clubs.

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